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Ogni astro vinto cede; a te ragiono,
Ma con nemico accento, e se or te nomo,
O Sol, sappi ch' abborro i raggi tuoi ,
Che mi rammentan da che stato io caddi ,
Cotanto un dì su sfera tua più altero ;
Finchè orgoglio e tumor peggior mi trasse
A pugna in ciel contro il celeste e invitto
Rege: ah perchè ! Non ei cotal ripicco
Mertò da me,

chè egli creommi a tanta
Altezza ov' io mi fui , ned i sưoi doni
Mai rimprocciò; nè a lui servir fu duro.
Che farsi men potea che dargli omaggio
Di laudi e grazie si dovute, in lieve
Ricambio ? Eppur suoi doni in me fur volti
In male e oprar nequizia; in tanto stato
Sdegnai servir, pensai d' un grado asceso
L'altissimo seder, squassare a un tratto
L'ampio dover di gratitudo immensa ,
Si grave a scioglier sempre e compier mai,
Obliati i suoi favori in me perenni ;
Nè seppi allor che un debitor non debbe ,
Se è grato, ma ognor paga, debitore
A un tempo e pagator ; qual peso adunque ?
Oh se ordinato me il suo forte fato
Angel minore avesse, ognor felice
Sarei; nè trasmodate spemi orgoglio
Deste avria. Perchè nò ? Qualche altro spirto
Possente osato avria come io, e me tratto
Mediocre a parti sue? Ma grandi spirti
Non cader, non crollar, di fuor di dentro
Contro ogni assalto armati. E a stare eguale
Poter non avestù e voler signore?

Thou hadst: whom hast thou then or what to aceuse,
But Heaven's free love, dealt equally to all ?
Be then his love , accurs'd, since love or bate ,
To me alike, it deals eternal woe.
Nay, curs'd be thou ; since against his thy will
Chose freely what it now so justly rues.
Me miserable ! which way shall I fly
Infinite wrath, and infinite despair?
Which way I fly is hell ; myself am hell;
And, in the lowest deep, a lower deep
Still threatening to devour me opens wide,
To which the hell I suffer seems a heaven.

« 0, then, at last relent: is there no place
Lest for repentance, none for pardon left ?
None left, but by submission; and that word
Disdain forbids me, and my dread of shame
Among the spirits beneath, whom I seduc'd
With other promises and other vaunts
Than to submit, boasting I could subdue
The Omnipotent. Ah me! they little know
How dearly I abide that boast so vain ,
Under what torments inwardly I groan,
While they adore me on the throne of hell.
With diadem and sceptre high advanc'd ,
'The lower still I fall, only supreme
la misery: such joy ambition finds !
But say I could repent, and could obtain,
By act of grace, my former state; how soon
Would height recal high thoughts, how soon unsay
What feign'd submission swore ? Ease would recaul
Vows made in pain, 'as violent and void.
For never can true reconcilement grow :

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L'avesti: e chi e che accusi or dunque, tranne
L'amor liber del cielo a tutti eguale ?
Sia maladetto esto amor dunque, al pari
Odio ed amor mi fer dannaggi eterni.
E maladetto tu, che a lui ribelle
Liber sciegliesti quanto or piangi a dritto.
Misero me! Qual via a fuggir lo sdegno
Immenso e l'infinito disperare ?
U” fuggo è inferno ; io sono io sono inferno ;
E nel più fondo un più profondo abisso
Sempre minace a me vorar si squarcia
Verso di cui a patir l'inferno è un cielo.

« 0, dunque cessa alfin: ma qui niun loco
Resta al pentir niuno al perdon ne resta ?
Niuno tranne umiltade; e questo verbo
Ira mi vieta e orror dell' onta mia
Tra que' spirti laggiù che io già sedussi
Con ben altre promesse ed altri vanti
Che d'umiltade, io che asservir vantai
L'Onnipossente. Oime ! Non sanno ei come
Caro mi costi quel si inutil vanto,
Sotto a quali tormenti il cor mi gema ,
Mentre ei m'adoran sull'inferno trono.
lo principante con diadema e scettro
Sempre io più basso cado, sol supremo
Negli affanni: tai gaudi orgoglio tocca !
Ma se jo peptirmi e al primo stato mio
Giugper potessi con perdon, si eccelso
Non verrei tosto a superbire e il giuro
Finto a fallir d' ossequio ? È ljeve i voti
Svelti del duol disdir com'empi e nulli.
Chè vera pace mai non sorge ú d'odio

Where wounds of deadly hate have pierc'd so deep:
Which would but lead me to a worse relapse
And heavier fall: so should I purchase dear
Short intermission bought with double smart.
This knows my punisher; therefore as far
From granting he, as I from begging peace :
All hope excluded thus, behold , instead
or us out-cast, exil'd, his new delight,
Mankind created, and for him this world.
So farewell hope, and with hope farewell fear,
Farewell remorse: all good to me is lost :
Evil, be thou my good : by thee at least
Divided empire with heaven's King I hold
By thee, and more than hall perhaps will reiga;
As man, ere long, and this new world shall know.

Thus while he spake, each passion dinam'd his face,
Thrice chang’d with pale ire, envy, and despair;
Which marr'd his borrow'd visage, and betray'd
Him counterfeit, if any eye beheld:
For heavenly minds from such distempers foul
Are ever clear. Whereof he soon aware,
Each perturbation smooth'd with outward calm ,
Artificer of fraud; and was the first
That practis’d falsehood under saintly show,
Deep malice to conceal, couch'd with revenge :
Yet not enough had practis'd to deceive
Uriel once warn'd; whose eye pursued him down
The way he went, and on the Assyrian mount
Saw him disfigur'd; more than could befal
Spirit of happy sort: his gestures fierce
He mark'd and mad demeanour, then alone ,
As he suppos'd, all unobserv'd, unseen.

Mortal ferite si alle furo impresse.
Tornato a colpa più fatal trarrei
Peggior ruina : e cara sì la breve
Tregua m'avrei mercata a doppia pena.
Il punitor mio il sa ; però a dar pace
Ei si, come io dal mendicarla, abborre :
Cosi fuor d'ogni speme , eccoti invece
Di noi sbanditi, suo novello amore
Creato l' uomo, e a lui creato un mondo.
Si speme addio, con ella addio timore,
Rimorso addio; per me ogni bene è morto.
O mal, sii tu il mio ben: per te diviso
L'impero almen col re del cielo io tengo,
E per te più ne regnerò forse anco:
Come ora l' vom saprallo e il nuovo mondo. »

Dicea , e tre volte scolorossi in viso
Passion spirando or d'ira, or di livore
Or di disperazion; e il guasto aspetto
Che egli mentia, il svelaya a guardi altrui;
Chè spirti in ciel da cosi turpi affetti
Son puri sempre. Di che ei tosto accorto
Ogni turbar pianù con calma esterna ,
Artefice di frode ; e fu si il primo
Che in sante forme oprò sellone e cupa
Covò malizia , e meditò vendetta :
Pur non esperto fu per fare inganno
Al sagace Uriel, che in suo cammino
D'occhio gli tenne, e sopra il monte Assiro
Turbato il vide più che non a spirto
Beato incontrar possa : gli atti feri
Notò e l'iroso andar di lui, che solo
Stimossi allora, inosservato, occulto.

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