Il comento di Giovanni Boccacci sopra La Commedia, Band 2

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F. Le Monnier, 1863 - 466 Seiten
 

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Seite 224 - Ma quell' altro magnanimo, a cui posta Restato m' era, non mutò aspetto, Nè mosse collo, né piegò sua costa : E se, continuando al primo detto, Egli han quell'arte, disse, male appresa, Ciò mi tormenta più che questo letto. Ma non cinquanta volte fia raccesa La faccia della Donna che qui regge, Che tu saprai quanto queir arte pesa. E se tu mai nel dolce mondo regge, Dimmi : perché quel popolo è sì empio Incontr' a' miei in ciascuna sua legge ? Ond...
Seite 332 - Per le nuove radici d' esto legno Vi giuro che giammai non ruppi fede Al mio signor, che fu d' onor sì degno. E se di voi alcun nel mondo riede, Conforti la memoria mia, che giace Ancor del colpo che invidia le diede. Un poco attese, e poi: Da ch...
Seite 16 - Ed egli a me: Ritorna a tua scienza, Che vuoi, quanto la cosa è più perfetta, Più senta il bene, e così la doglienza, 109. Tuttoché questa gente maledetta In vera perfezion giammai non vada, Di là, più che di qua, essere aspetta.
Seite 251 - Non ti rimembra di quelle parole, Con le quai la tua Etica pertratta Le tre disposizion, che '1 Ciel non vuole, Incontinenza, malizia e la matta Bestialitade? e come incontinenza Men Dio offende, e men biasimo accatta?
Seite 6 - Quali questi due si sieno, sarebbe grave lo 'ndovinare; nondimeno sono alcuni li quali, donde che egli sei traggano, che voglion dire essere stato l'uno l'autor medesimo, e l'altro Guido Cavalcanti, il quale era d'una medesima setta con lui. « Ma non vi sono intesi », cioè non è alcun lor consiglio creduto. «Superbia, invidia ed avarizia sono Le tre faville e...
Seite 142 - Cavicciuli, cavaliere ricchissimo, tanto che esso alcuna volta fece il cavallo, il quale usava di cavalcare, ferrare d'ariento, e da questo trasse il soprannome. Fu uomo di persona grande, bruno e nerboruto e di maravigliosa forza, e più che alcuno altro iracundo, eziandio per qualunque menoma cagione.
Seite 438 - La gente nuova ei subiti guadagni Orgoglio e dismisura han generata, Fiorenza, in te; sì che tu già ten piagni.
Seite 124 - Leoni, ma esso medesimo essere stato colui, il quale la donna avea mandato a' forzieri per le scritture, e che avea trovati questi sette Canti, e portatigli a Dino di messer Lambertuccio. Non so a quale io mi debba più fede prestare, ma qual che di questi due si dica il vero o no, mi occorre nelle parole loro un dubbio, il quale io non posso in maniera alcuna solvere che mi soddisfaccia: n e il dubbio è questo.
Seite 424 - Suole l'autore nelle parti precedenti sempre mostrarsi passionato, quando vede alcuna pena, della quale egli si sente maculato: non so se qui si vuole che l'uomo intenda per questa compassione avuta di costoro, che esso si confessi peccatore di questa scellerata colpa ; e però il lascio a considerare agli altri.
Seite 317 - NON era ancor di là Nesso arrivato, Quando noi ci mettemmo per un bosco Che da nessun sentiero era segnato. Non frondi verdi, ma di color fosco, Non rami schietti, ma nodosi e involti, Non pomi v

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