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Mox redit : et, versá pariter cum voce figura ,
Rustice, vidisti si

quas

hoc limite, dixit, Ire boves, fer opem , furtoque silentia deme;

700 Juncta suo pretium dabitur tibi foemina tauro. At senior, postquam merces geminata: Sub illis Montibus , inquit, erunt; et erant sub montibus illis. Risit Atlantiades: et, Me mihi , perfide , prodis? Me mihi prodis ? ait. Perjuraque pectora vertit 705 In durum silicem , qui nunc quoque dicitur Index: Inque nihil merito vetus est infamia saxo.

699. Limite. Pylios a Messeniis disterminante.

703. Et erant. Allusum volunt ad Battum quendam ineplum poëtam , qui in versibus suis eadem identidem ilerare solebat. Battum eadem verba titubanter repetentem deridet itidem Mercurius: vide Erasmi adag. βατ7ολογία et βατθαρίζειν. .

255
Il messaggier di Giove

per
far

prova,
S'egli è per osservare il giuramento,
Si parte, e si trasforma, e torna , e trova ,
Quel, che del don bovin lasciò contento;
E con grand' arte gli domanda nova
Del pur dianzi da lui rubato armento:
Se tu mi fai pastor del furto certo,
Un toro, ed una vacca avrai per merto.

256
Il buon Pastor, che raddoppiarsi udio
Il premio di colui, che il furto scopre,
Disse: in quei monti più selvosi, ch' io
T addito, il gregge tuo s'asconde, e copre;
Quivi starà, finchè il notturno obblio
Ne' fantastichi sogni il senso adopre:
Ma come al sonno ognun la morte chiame,
Darà la preda al suo paese insame.

257
Rise Mercurio, e disse, ah mancatore,
Questo è il silenzio, che tu m'hai promesso?
Che non credendo me l'involatore,
Hai me medesmo accusato a me stesso?
E tratto il primo suo sembiante fuore,
Disse: guarda, e conosci , s' io son desso:
Dicesti, che'l direbbe un sasso pria;
Ma non vuò, ch'abbi detta la bugia.

258 Nero il fa divenir, qual'è un carbone , ES i' indura poi, ch'un sasso fallo: Quel sasso il la, che chiamiam Paragone, Che vero saggio dà d'ogni inetallo; Laddove poi mutò condizione, Nessun poi tradì più, non fe più fallo: Disse poi sempre il ver, per quel ch' io veggio, Per non si trasformar di male in peggio.

Hinc se sustulerat paribus Caducifer alis.

FAB. XII. Arg. Hinc 'se sustulerat paribus Caducifer alis ec. Atkenis virgines per solenne sacrificium in canistris Minervae ferunt pigmenta,

inter quas a Mercurio eminens specie conspecta est Herse Cecropris filia. Itaque aggressus sororem ejus Aglauron, precatusque ut se Hersae sorori suae jungeret , ac illa cum pro ministerio aurum eum poposcisset, Minerva graviter offensa est avaritia ejus , et quod cistulam etiam traditam sororibus ejus custodiendam adversum suum praedictum aperuisset. Invidia novissimae imperavil, et eam sororis Hersae successibus exacerbavit, diuque cruciatama saxo mutayit.

259 Lasciato Apollo il suono, l'occhio porge Dove il gregge pascea, nè vede i buoi: Dal luogo ove sedea subito sorge, E cerca prima tutti i paschi suoi: Cerca poscia gli strani, e nulla scorge, Benche il tutto trovò poco dappoi: Seppe il ladro chi fosse, e dove stesse, Ma non sò ritrovar chi gliel dicesse.

260 Il Corvo non fu già, ch'avea giurato Nova non dar mai più buona, nè rea; Poichè'l bianco mantel gli fu cangiato, Per quella donna, ch'accusata avea; Ed oltre a questo Apollo avea lasciato, Perchè sbandito e misero il vedea : Che ogni vil servo, perchè non n'acquista, Lascia il padron nella fortuna trista.

261 Sebben Febo di Dio fatto è pastore, Non però s'è scordato il trar dell'arco, Ancorch'un cappio del nervo abbia fuore Della sua cocca, e stia disteso, e scarco: Ma già l'incurva con rabbia, e furore, E tira il nervo in su, finchè l'ha carco: Trova Mercurio, e in lui drizza lo sguardo, E tende l'occhio, la balestra , e'l dardo.

262 Sì cruda voglia di ferir l'assale, Che gli fa nel tirar perder la mira; E manda alquanto a man destra lo strale, Ond' egli da man manca si ritira, E par,

che dica al dardo, che fa male, Se non si drizza ov'egli accenna, e mira: Ma, dove ei si drizzò, d'andar non resta Per cenni della mano, o della testa.

Munychiosque volans agros, gratamque Minervae 709

709. Munychiosque. Munychia namque Promontorium est Pyraeei por. tus Atticae, a Munychio dicta illa porticus, quia illic aedificavit templum Munychiae Dianae. Vide Joh. Scoppam lib. 1. cap. 35. Tom. 1. Critic. Gratam Minervae. Periphrasis est Atticae terrae, quae Minervae gratissima.

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