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Tempora cum blandis absumsit inania verbis; 575
Vim parat , et sequitur: fugio, densumque relinquo
Littus , et in molli nequicquam lassor arena.
Inde Deos, hominesque voco: nec contigit ullum
Vox mea mortalem : mota est pro virgine virgo,
Auxiliumque tulit. Tendebam brachia caelo: 580
Brachia coeperunt levibus nigrescere pennis.

5-9. Pro Virgine Virgo. Pallas, perpetua gaudens virginitate.

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207 Perchè nelle caverne della terra , Nelle spelonche, ch'ha questo e quel monte , L' aer , che dentro si rinchiude, e serra , Si gela , e sface, e forma il fiume, e il fonte : Per li porosi lochi entra sotterra Novo aer a perder la primiera fonte , Dove vien se medesmo a trasformare, Per dar tributo al mio superbo mare.

208
lo di ricchezze tanto, e tanto abbondo
D'

argento , e d'oro, e pietre preziose ,
Che quante ne fur mai per tutto il mondo
Si trovan tutte nel mio regno ascose;
Nel mar stą il mio palazzo più profondo,
Dove si veggon le più rare cose ,
Rubini , oro, e diamanti già sommersi
Di Latini, e di Greci , Arabi e Persi.

209
Signor son de' coralli, e delle perle ,
Ed acquisto ogni dì ricchezze nove:
E se ti piace venir a vederle,
Cose vedrai , che non hai viste altrove.
Per tutto aprir ti farò l' acque per le
Strade del mar , fin che tu giunga dove
Sta’l mio tesor , ch'è tutto a' piacer tuoi
Per te, per li parenti, e per chi vuoi.

210

Ei non restava di seguir dicendo:
lo fuggir con destrezza avrei voluto;
Alfin l' innamorato Dio vedendo,
Ch'era il parlar con me tempo perduto,
Si prepara alla forza: il corso io stendo,
E gli uomini , e gli Dei chiamo in ajuto;
Minerva sola al mio

pregar

voltosse, E vergine per vergine si mosse.

Melamorfosi Vol. I.

15

584

Rejicere ex humeris vestem molibar; at illa
Pluma erat : inque cutem radices egerat imas.
Plangere nuda meis conabar pectora palmis :
Sed neque jam palmas , nec pectora nuda gerebam.
Currebam: nec, ut ante , pedes retinebat arena:
Et summá tollebar humo; mox acta per auras
Evehor, et data sum comes inculpata Minervae.
Quid tamen hoc prodest, si diro facta volucris
Crimine Nyctimene nostro successit honori? 590

An, quae per totam res est notissima Lesbon,
Non audita tibi est? patrium temerasse cubile

590. Nyctimene. Nyctei regis Lesbi filia , quae patris amore capta , in. cesti poenas dedit , in noctuam mutata , hinc lucifuga , ab avibus, interdiu si prodeat, incessitur.

591. Per totam Lesbon. Insula est Agei maris, a conditore sic denominala.

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