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Ulterius medio spatium Sol altus habebat :
Cum subit illa nemus, quod nulla ceciderat aetas.
Exuit híc humero pharetram , lentosque retendit
Arcus: inque solo, quod texerat herba , jacebat: 420
Et pictam positri pharetram cervice premebat.
Jupiter ut vidit fessam , et custode vacantem;
Hoc certe conjux furtum mea nesciet , inquit:
Aut si rescierit; sunt ó, sunt jurgia tanti?

417. Ulterias spatium. Meridiem jam pertransisse significat.

419. Exuit bic bumero pharetram. Iterum videtur ad Virg. 5. Eneid Počla respicere. llaec falus, duplicem ex humeris rejecit amictum , unagaas membrorum artus, magna Ossa, lacertosque exuit , atque ingens inedia consis: it arena. L'bi lainen :) exuere ad co nudnre criam inclinat.

et

135
Giove come farà, ch' incontra, e guarda
Un sì leggiadro, e sì divino aspetto ,
Che nuovo amor per lei nol prenda, ed arda,
Che non cerchi gustar nuovo diletto?
Per lo piacer, ch'egli ha, pur si ritarda
Del suo libero andar senza sospetto:
Quel bello andar dal suo desio l'arretra,
Che fa superbo l' arco , e la faretra.

136
Dal più supremo ciel Febo avea visto,
Tutto il caldo fuggir del mezzo giorno :
Volla era al cerchio l'ombra di Calisto,
Ch'ella fe poi di sì bel nome adorno;
Col metro la cicala infame e tristo ,
Rendea nojoso il mondo d'ogni intorno;
Quando ella

per fuggir quel caldo raggio,
Volle
por meta alquanto al suo viaggio.

137
Dal Sole in una selva si nasconde
Di grossi faggi, e d'elevati cerri,
Che cento volte avea cangiate fronde,
Nè mai sentiti gl'inimici ferri;
Si ferma ad un ruscel di limpid' onde,
Ma l'arco allenta prima che s'atterri:
L'arco s'allunga , e 'l nervo corto torna ,
E tocca un sol delle distese corna.

138
Indi si china alla gelata fonte,
E spesso l' acqua in sù con la man balza ;
Le sitibonde fauci aperte e pronte
Quella parte n'inghiotton , che più s'alza;
Beve, e poi lava la sudata fronte,
Indi s'asside in terra , e si discalza ;
Lava poi (che veduta esser non crede )
Fin al ginocchio il suo candido piede.

Protinus induitur faciem cultumque Dianae, 425

Atque ait: 0 comitum virgo pars una mearum ,
In quibus es venata jugis? de cespite virgo
Se levat, et, Salve numen , me judice, dixit,
Audiat ipse licet , majus Jove: ridet, et audit,
Et sibi praeferri-se gaudet , et oscula jungit; 430

425. Cultum. Habitum et ornatum Dianae. 42. Cespite virgo. Solo quod texerat herba, modo v. 420.

139 Vestito ch'ebbe il piè fatto più bianco, E ben tre volte trattasi la sete, E la faretra toltasi dal fianco, Pensa prendere alquanto di quiete; Distende il corpo travagliato e stanco Per darsi per un pezzo in preda a Lete : La faretra le serve in quel che puote, E fa guanciale alle vermiglie gote.

140 Giove che sempre n'ha seguita l'orma Con l'animo, e con gli occhi ascosamente, Ed alla vaga sua maniera , e forma , Di sì belle azioni ha posto mente; Non si cura aspettar, ch'ella s'addorma , Ma si muta di volto immantinente : Da lei la riverita forma piglia Della triforme sua pudica figlia.

141

Già non saprà questo mio furto, e frodo,
Disse , la dispettosa mia consorte;
E se'l sa ben , debbo io stimarlo in modo ,
Che disprezzi un piacer di questa sorte?
Quando m’abbatterò, s'or non la godo ,
In così rara avventurosa sorte ?
E giunto a lei con la mentita faccia ,
Le domandò dov'era stata a caccia.

142
Tosto si leva la Vergine bella ,
E riverente alla sua Dea s'inchina,
E dice con la sua dolce favella :
O vera delle Vergini Regina ,
Sappi , ch'io preferisco la tua stella
A tutta quanta la corte divina;
Ed ancorchè egli m'oda , dire ardisco,
Ch’a Giove padre tuo ti preferisco.

Nec moderata satis, nec sic a virgine danda.
Quà venata foret silva narrare parantem
Impedit amplexu: nec se sine crimine prodit.
Illa quidem contra , quantum modo foemina possit,
( Aspiceres utinam, Saturnia , mitior esses !) 435
İlla quidem pugnat : sed quae superare puella,
Quisve Jovem poterat? superum petit aethera victor
Jupiter: huic odio nemus est, et conscia silva;
Unde , pedem referens , pene est oblita pharétram
Tollere cum telis, et, quem suspenderat, arcum. 440

433. Se sine crimine. Et vi virgini illata se prodit.

435. Aspiceres utinam Saturnia. Haec per parenthesin Junoni a Poëta dicuntur in Callistus defensionem.

438. Conscia silya. Slupri ab Jove illati.

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