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Non scelus invenies. Quod enim scelus error habebat?
Mons erat , infectus variarum caede ferarum:
Jamque dies rerum medias contraxerat umbras,
Et Sol ex aequo metà distabat utrique; 145
Cum juvenis placido per devia lustra vagantes
Participes operum compellat Hyantius ore:
Lina madent, comites, ferrumque cruore ferarum:
Fortunaeque dies habuit satis. Altera lucem

147. Hyantius. Thebanus : Ilyantes enim populi sunt Boeotiae , qui et Hyavtii appellantur. Hyantia etiam urbs est Locrorum, unde Hyantius derivatur.

47 Io scuso in parte la silvestre Dea , Ch’ebbe a pensar di tempo poco spazio, Della pena,

ch'a lui donar dovea, Che non avria sofferto si gran strazio, Ch'ogni vil can che l'infelice avea , S'avesse a far del viril sangue sazio :

a Ben saria stata di pietade ignuda, Se fosse stata in lei voglia sì cruda.

48 Quest' infelice (ch'era Atteon detto) Soleva a caccia andar quasi ogni giorno; Nè si togliea talor da tal diletto Se'l ciel pria non vedea di stelle adorno: Un dì che 'l bosco avea di

sangue

infetto Di belve senza fin non fe soggiorno, Finchè 'l Sol s'attusfasse a star con Teti , Ma fe piuttosto assai raccor le reti.

49 Già nel cielo era il Sol cresciuto tanto, Che discopriva il declinar del monte, E dall'occaso era discosto quanto Gli era lontano il contrario orizzonte: Teneano l'ombre delle cose intanto Tutte al Settentrion volta la fronte, Quand'ei levò da quei cocenti ardori Gli alfaticati cani, e i cacciatori.

e

50 Ben è stato il diletto oggi compito; Ben' oggi avuto il fato abbiam secondo: Che veggio il sangue in favor nostro uscito A tutto il bosco aver macchiato il fondo; Già fra Favonio , ed Euro compartito, Ha con ugual distanza Apollo il mondo, Disse ; e fia bene omai ritrarre i E ricreare i corpi afflitti e lassi.

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و

passi,

Cum croceis invecta rotis Aurora reducet; 150
Propositum repetamus opus. Nunc Phoebus utraque
Distat idem terri; finditque vaporibus arva.
Sistite

opus praesens, nodosaquie tollite lina. Jussa viri faciunt, intermittuntque laborem. Vallis erat piceis et acuta densa cupressu;

155

155. Vallis. Fontis Gargaphii in hac valle mernirerunt Herodotus in Calliope , et Pausanias in Boeoticis, obstructum scil. fuisse a Persis in bello Persico , nor a Plaleeen sibus restitutum,

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