Scritti su Dante, Band 1

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Tip. reale G. Burato, 1872
 

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Seite 237 - Lo pane altrui, e com' è duro calle Lo scendere, e 'l salir per l' altrui scale. E quel, che più ti graverà le spalle, Sarà la compagnia malvagia e scempia, Con la qual tu cadrai in questa valle : Che tutta ingrata, tutta matta ed empia Si farà contra te : ma poco appresso Ella, non tu, n
Seite 338 - La mia sorella, che tra bella e buona Non so qual fosse più, trionfa lieta Nell' alto Olimpo già di sua corona.
Seite 247 - Restato m' era, non mutò aspetto. Nè mosse collo, nè piegò sua costa. E se, continuando al primo detto, S' egli han quell' arte, disse, male appresa, Ciò mi tormenta più che questo letto. Ma non cinquanta volte fia raccesa La faccia della donna che qui regge, Che tu saprai quanto quell
Seite 441 - O per tremuoto , o per sostegno manco ; Che da cima del monte, onde si mosse, Al piano, è si la roccia discoscesa, Ch...
Seite 359 - Sì che, se non s'appon di die in die, Lo tempo va dintorno con le force...
Seite 81 - Maestro, che è quel ch' i' odo? E che gent' è, che par nel duol sì vinta ? Ed egli a me: Questo misero modo Tengon l' anime triste di coloro, Che visser senza infamia e senza lodo. Mischiate sono a quel cattivo coro Degli angeli, che non furon ribelli, Nè fur fedeli a Dio, ma per sè foro. Cacciarli i Ciel per non esser men belli ; Nè lo profondo Inferno gli riceve, Ch' alcuna gloria i rei avrebber d
Seite 88 - Dio. E di questi cotai son io medesmo. Per tai difetti, e non per altro rio, Semo perduti, e sol di tanto offesi, Che senza speme vivemo in disio. Gran duol mi prese al cor quando lo intesi, Però che gente di molto valore Conobbi che 'n quel limbo eran sospesi. Dimmi, Maestro mio, dimmi, Signore, Comincia...
Seite 274 - ... io, che cercava di consolare me, trovai non solamente alle mie lagrime rimedio, ma vocaboli d'autori e di scienze e di libri: li quali considerando, giudicava bene che la filosofia, che era donna di questi autori, di queste scienze e di questi libri, fosse somma cosa.
Seite 359 - Quaggiù, dove l' affetto nostro langue, Mirabil cosa non mi sarà mai : Che là, dove appetito non si torce, Dico nel Cielo, io me ne gloriai. Ben se...
Seite 241 - Ch' avrà in te sì benigno riguardo Che del fare e del chieder, tra voi due, Fia primo * quel che tra gli altri è più tardo.

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