Parnaso italiano ovvero Raccolta de'poeti classici italiani [ed. by A. Rubbi] 56 tom

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Seite 185 - ... in pace l'anima contenta, / a guisa d'un soave e chiaro lume / cui nutrimento a poco a poco manca, / tenendo al fin il suo caro costume. / Pallida no ma più che neve bianca / che senza venti in un bel colle fiocchi, / parea posar come persona stanca: / quasi un dolce dormir ne...
Seite 45 - E le braccia e le mani , ei piedi e '1 viso , Che m'avean sì da me stesso diviso, E fatto giugular dall' altra gente ; Le crespe chiome d'or puro lucente, , E '1 lampeggiar dell' angelico riso , Che solean far in terra un paradiso , Poca polvere son , che nulla sente : Ed io pur vivo : onde mi doglio e sdegno, Rimaso senza '1 lume ch'amai tanto, In gran fortuna e 'n disarmato legno . Or sia qui fine al mio amoroso canto : Secca è la vena dell' usato ingegno , E la cetera mia rivolta in piauto ....
Seite 139 - Vergine, tale è terra e posto ha in doglia Lo mio cor, che vivendo in pianto il tenne; E di mille miei mali un non sapea; E per saperlo, pur quel che n' avvenne Fora avvenuto ; ch' ogni altra sua voglia Era a me morte ed a lei fama rea.
Seite 34 - Rompendo co' sospir l' aere da presso: Quante fiate sol, pien di sospetto, Per luoghi ombrosi e foschi mi son messo Cercando col pensier l'alto diletto, Che Morte ha tolto; ond' io la chiamo spesso: Or in forma di Ninfa, o d'altra Diva, Che del più chiaro fondo di Sorga esca, E pongasi a seder in su la riva; Or l'ho veduta su per l'erba fresca Calcar i fior, com' una donna viva; Mostrando in vista, che di me le 'ricresca.
Seite 165 - Che di non esser primo par ch' ira aggia. Ecco i duo Guidi che già furo in prezzo ; Onesto Bolognese ; ei Siciliani , Che fur già primi , e quivi eran da sezzo . Sennuccio e Franceschin ; che fur sì umani , Com
Seite 62 - Quel rosignuol, che sì soave piagne forse suoi figli o sua cara consorte, di dolcezza empie il ciclo e le campagne con tante note si pietose e scorte, e tutta notte par che m'accompagne, e mi rammente la mia dura sorte: ch'altri che me non o di chi mi lagne che 'n dee non credev'io regnasse Morte. O che lieve è inganar chi s'assecura! Que' duo bei lumi assai più che '1 sol chiari chi pensò mai veder far terra oscura?
Seite 163 - 1 cor si disgiunge ; E come sa far pace, guerra, e tregua; E coprir suo dolor, quand' altri '1 punge: E so come in un punto si dilegua, E poi si sparge per le guance il sangue, Se paura, o vergogna avvien che '1 segua. So come sta tra' fiori ascoso l'angue; Come sempre fra due si vegghia, e dorme; Come senza languir si more, e I angue.
Seite 55 - Torno a veder ond' al ciel nuda è gita, Lasciando in terra la sua bella spoglia. .. VISIONE. SONETTO. jJEVOMMI il mio pensiero in parte ov' era Quella ch' io cerco e non ritrovo in terra : Ivi fra lor che 'l terzo cerchio serra La rividi più bella e meno altera: . . Per man mi prese, e disse: in questa spera Sarai ancor meco se 'l desir non erra: I' son colei che ti diè tanta guerra, E compie
Seite 43 - 1 mondo! or mi diletta e piace Quel che più mi dispiacque; or veggio e sento Che per aver salute ebbi tormento, E breve guerra per eterna pace. O speranza, o desir sempre fallace! E degli amanti più ben per un cento! O quant...
Seite 129 - Tennemi Amor anni ventuno ardendo Lieto nel foco, e nel duol pien di speme; Poi che Madonna e '1 mio cor seco insieme Saliro al ciel , dieci altri anni piangendo.

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