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Infinite chiamare armate a frangere
La tua demenza, o solo col suo braccio
Cl'avanza ogni confine, a un colpo solo
Ei sol potria finir te, e tue falangi
Rujnar fra le tenebre : ma vedi
Tutti non ti seguiro; è là chi serba
A Dio pietade e fè, benchè non conti
Allor ti fosser che io fra le tue turbe
Solo mi parvi errar discorde a tutti;
Mira mie parti; or benchè tardi impara
Che pochi san talor, mentre erran mille. »

Cui il gran nemico con crudel cipiglio
Rispose : « Mal per te, ma in l' ora amata
Di mia vendetta primo atteso riedi
Da fuga tu , spirto rubel, tua degna
Mercè a toccar, primiera prova d'esta
Mia provocata destra , chè tua lingua
Prima nemica ir contro osò la terza
Parte de numi in gran senato accolta
A francar lor deità , e finchè ei divino
Senton vigore in sè, chiamar niun ponno
Onnipossente. Or ben tu traggi innanzi
A tuoi compagni, e guadagnare ambisci
Qualche 'piuma da me, che da tua sorte
Segni ruina agli altri: e qui mi tardo
(Che non ti glori al mio tacere), a dirti
Ch' io pria pensai che libertade e cjelo
Tutto un saria ai celesti spirtior veggo
Che i più poltrendo eleggon vil servaggio
Ministri spirti in feste c canti adusi !
Tali hai tu prodi, i suonator del cielo,
A oppor servaggio a libertade, ed oggi

As both their deeds compar'd this day shall prove.

To whom in brief thus Abdiel stern replied:

Apostate ! still thou errist, nor end wilt find Of erring, from the path of truth remote: Unjustly thou deprav'st it with the name Or servitude, to serve whom God ordains, Or nature: God and nature bid the same, When he who rules is worthiest, and excels Them whom he governs. This is servitude , To serve the unwise, or him who hath rebell'd Against his worthier, as thine now serve thee, Thyself not free, but to thyself enthrall'd; Yet lewdly dar'st our minist'ring upbraid. Reign thou in hell, thy kingdom; let me serve In heaven God ever blest, and his divine Behests obey, worthiest to be obey'd; Yet chains in hell, not realms, expect: meanwhile From me return'd, as erst thou saidst, from flight, This greeting on thy impious crest receive. »

So saying, a noble stroke he lifted high, Which hung not, but so swift with tempest fell On the proud crest of Satan, that no sight, Nor motion of swift thought, less could his shield, Such ruin intercept: ten paces huge He back recoil'd; the tenth on bended knee His massy spear upstaid: as if on earth Winds under ground, or waters forcing way, Sidelong had push'd a mountain from his seat, Half sunk with all his pines. Amazement seiz'd The rebel thrones; but greater rage, so see Thus foild their mightiest, ours joy filld and shout , Presage of victory, and fierce desire

Ben proverallo il paragon dell' opre. »

A lui sdegnato breve Abdiel rispose :

Ribel, sempre erri, nè mai fin d'errare Avrai, smarrito dal sentier del vero: Mal tu macchiasti di servaggio al nome Quel servir cui Dio vuole o la natura. Dicon natura e Dio al comando istesso Quando chi regna è il degno più, ed avanza Coloro cui governa. È vil servaggio Servire un pazzo, o lui che osò ribelle Contro il suo re; tali or tu hai servi i tuoi , Tu non liber , ma a te medesmo schiavo. E biasmare osi iniquo il nostro incarco? Regna in inferno tu , tuo regno; in cielo Dio sempre santo io servirà, e suoi cenni Obbedirò d'ogni obbedir ben degni. Ma ceppi giù non regni aspetta : intanto Da me tornato, qual tu dì, da fuga , Questo saluto all' empie corna prendi.

Si disse, e nobil colpo in alto alzato Così veloce con tempesta ei vibra Sull' elmo altero di Satan, che vista O mover di pensier, non che lo scudo Può tal danno badar. Dieci gran passi Ei rinculò; curvi i ginocchi al decimo Sulla gran lancia ste': tal sotterrani Venti, oppur acque impetuose svelsero Di costa un monte dal suo sito e mezzo Con tutti i pini suoi tuffar. Stupore Colpi i rubelli e maggior rabbia visto Si domo il prence lor; dier plauso i nostri , Presagio di vittoria, e fier desio

or battle : whereat Michael bid sound
The arch-angel trumpet, through the vast of heaven
It sounded, and the faithful armes rung
Hosanna to the HIGHEST !

Nor stood at gaze
The adverse legions, nor less hideous join'd
The horrid shock. Now storming fury rose,
And clamour such as heard in heaven till now
Was never: arms on armour clashing bray'd
Horrible discord, and the madding wheels
of brazen chariots rag'd; dire was the noise
Of conflict ; over head the dismal hiss
Of fiery darts in flaming vollies flew,
And flying vaulted either host with fire.
So under fiery cope together rush'd
Both battles main, with ruinous assault
And inextinguishable rage. All heaven
Resounded; and had earth been then, all earth
Had to her centre shook. What wonder? when
Millions of fire encountering angels fought
On either side, the least of whom .could wield
These elements, and arm him with the force
Of all their regions : how much more of power
Army against army numberless to raise
Dreadful combustion warring, and disturb,
Though not destroy, their happy native seat ,
Had not the Eternal king Omnipotent,
From his strong hold of heaven , high over-ruld
And limited their might; though number'd such
As each divided legion might have seem'd
A numerous host; in strength each armed hand
A legion: led in fight, yet leader seem'd

Di pugna : allor Michel squillare impone
La tronuba angelica, e pel vasto cielo
Suonossi, ed intonar le fide armate
L' Osanna a Dio !

Nè si fermaro inerti
Le avverse bande , nè men fiere giunsero
L'orrido scontro. Procellosa furia
Già s'alza, e tal fragor che mai non fuc
In cielo: armi con armi urtate orribile
Rendon discorde suon, le rote fervide
De' carri schizzan fiamme; è crudo il fremito
Della tenzon; sul capo orrendi fischiano
D'igniti dardi si infiammati turbini
Che su ambc l'osti un igaca vôlta stendono.
Così sotto igneo tetto insiem lanciavansi
Le grandi armate a ruinoso assalto
E inestinguibil rabbia. Tutto il cielo
Rintronava, é se stata allor la terra
Fosse, dal centro fora scossa. E quale
Stupor ? Million di ardenti spirti insieme
Si urtar, de' quai il minor potea trattare
Questi elementi, ed armeggiar con possa
Pari a lor masse tutte: or ben più forte
Oste luttante contro d'oste innumera
Ruine desterà pugnando e orrori ,
Quasi a distrurre i seggi suoi natii,
Se il Rege eterno onnipossente in l' alta
Virtude sua nel cielo , non governi
E freni lor poter ; benchè si conti
Come è legion divisa , un'oste immensa
Parrianti, ed ogni armata destra in possa
Una legione: ogni condotto ed ogni

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