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di Novegradi. I Veneziani, appoggiando gli Ungheresi, arrivano con alquante galere sotto Novegradi, vi danno l' assalto, ma sono ribattuti. Giovanni Palisna, Priore dei Cavalieri Gioanniti di Vrana, sotto gli occhi di Maria fa strangolare Elisabetta e gettare il corpo di lei fuori delle mura ; esso è raccolto, e portato a Zara, fu sepolto nella Chiesa di S. Grisogono (v. p. 72). – 1387. I Veneziani comandati da Giovanni Barbadigo vengono sotto Novegradi e obbligano i Croati ed il Palisna alla resa (4 Giugno). La Regina Maria è accolta dai Veneti e condotta a Segna, donde recasi in Ungheria e diviene sposa di Sigismondo Duca di Brandeburgo (1 Luglio). – 1409. Ladislao Re di Napoli, divenuto Re d' Ungheria e di Dalmazia (1403) vende Novegradi con formale istromento ai Veneziani (v. p. 72). 1570. I Turchi assediano Novegradi, ma inutilmente. – 1646. Il Bascià della Bossina con 20.000 uomini si getta sulle terre venete della Dalmazia e si avvia ad espugnare Novegradi. — 1648. Le armi dalmatiche coll' ajuto di Venezia ricuperano il castello. ).

Amministrazione comunale. Buzolié Giuseppe, Podestá. Assessori. Sinov&ié Sim. - Parenta And. - Sinovčić Marco. - Petranović Marco. Zuza Raff. - Matesić Greg. Consiglieri. Anzulovi6 Gius. - Bodulić Sim. - Bolié Sim. - Borović Nat. - Culina Matt. - Culina Mich. - Cvietanovié Pietro.

1) Prospetto cronologico della Storia della Dalmazia.

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4. Comune politico di Nona. (Nin).

(12 Comuni censuarie ; area: 4 l. [I], 4.843 jug. 142 tese; case : 1.062 (880 abitate, 182 inabitate); abitanti: 5.445 (2.753 m. 2.692 f), dei quali 5.396 (2.725 m. 2.671 f) indigeni e 49 (28 m. 21 f) forestieri. - 3.018 (1.619 m. 1.399 f) sono celibi, 2.143 (1.068 m. 1.075 f) conjugati, 284 (66 m. 218 f.) in vedovanza. - 5.404 appartengono alla religione cattolica romana, 41 alla greco-orientale. La popolazione indigena ascende a 5.450 (2.779 m. 2.671 f), dei quali 54 m. sono assenti. - Bestiame: 338 cavalli, 269 asini, 2.030 animali bovini, 16.698 pecore, 883 capre, 82 majali e 37 alveari. - Rendita fondiaria: 31.962 fior. 5 car. m. c.)

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Medović Dr. Giov. (p. 76). - Mjaljević Matt. - Millié And. - Musta& Matt. - Paulović Franc. - Pessa Tom. - Roghić Giorg. - Sdrilić Filippo. - Sirotković Sim. - Skazlić Giac. - Stermich de, Cav. di Valcrociata, Franc. (p. 46). - Zanchi Matt. (4 vacanti).

Segretario.

Valles Vinc., I. R. Ufficiale di Tribunale in pens.

5. Comune politico di Selve. (Silba).

(6 Comuni censuarie ; area: 1 l. [I], 5936 jug. 1436 tese ; case : 884 (690 abitate, 194 inabitate); abitanti: 4.065 (1.756 m. 2.309 f), dei quali 3.985 (1.720 m. 2.265 f) indigeni e 80 (36 m. 44 f) forestieri ; tutti gli abitanti appartengono alla religione cattolica romana. 2.338 (1.063 m. 1.275 f) sono celibi, 1.396 (610 m. 786 f) conjugati, 328 (82 m. 246 f) in istato vedovile, 3 (1 m. 2 f.) divisi. - La popolazione indigena ascende a 4.555 (2.245 m. 2.310 f), dei quali 570 (525 m. 45 f) sono assenti. Bestiame: 3 cavalli, 71 muli, 63 asini, 101 capi di animali bovini, 3.531 pecore, 386 capre, 208 majali. Rendita fondiaria: 5.695 fior. 20 car. m. c.)

Amministrazione comunale. Bernetić Domenico, Podestà. Assessori. Paolina Ant. - Marinić Piet. - Bonicioli Ant. .. - Bernetich Gasp. Bernetich Giusto. - Scalco Sim. Consiglieri: Barbich Giov. - Bernetich Ant. - Bernetich Gius. - Bonicioli Gius. - Lovrincich Giammaria. - Marinich Giov. Marinich Gius. - Moro Piet. - Paolina

Nic. - Petito-Custodia Ant. - Ponte
de, Valerio. - Pulissich Stef. - Rassol
Ant. - Rassol Girol. - Sambugnak
Ant. - Smircich Paolo. - Suppicich
Dom. qm. Dom. - Suppicich Dom.
qm. Gius. - Suppicich Sim. - Zottov
Giov. - (3 vacanti).
Drago de,Ant., Segretario.

Personale sanitario.

Sambugnak ved. Maria, Levatrice comunale.

6. Comune politico di Sale.

(10 Comuni censuarie; area: 3 l. [I], 8.032 jug. 823 tese; case: 664 (512 abitate, 152 inabitate); abitanti: 4.138 (2.086 m. 2.052 f) che appartengono alla religione cattolica romana e dei quali 3.945 (1.974 m. 1.971 f) sono indigeni, 193 (112 m. 81 f.) forestieri; 2.388 (1.239 m. 1.149 f) sono celibi, 1.506 (760 m. 746 f) conjugati, 243 (86 m. 157 f) in vedovanza, 1 m. diviso. - La popolazione indigena ascende a 4.167 (2.141 m. 2.026 f), dei quali 222 (167 m. 55 f.) sono assenti. Bestiame: 25 cavalli, 150 asini, 280 animali bovini, 5.450 pecore, 2.460 capre, 235 majali e 29 alveari. - Rendita fondiaria: 9.077 fior. 31 car. m. c.).

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Gius. - Vodopia Mart. - Zorich Giov. Zucca Mart. - Zuvich Gius. - Zuvigna Matt. - Zvittanovich Matteo. Celotta Silvio, Segretario.

7. Comune politico di Arbe. (Rab).

(6 Comuni censuarie; area: 1 l. [I], 7973 jug. 525 tese ; case: 662 (600 abitate, 62 inabitate), abitanti: 3.952 (1.904 m. 2.048 f), dei quali 3.912 (1.887 m. 2.025 f) indigeni e 40 (17 m. 23 f) forestieri. - 2.207 (1096 m. 1.111 f) sono celibi, 1.452

(723 m. 729 f) conjugati, 292 (84.

m. 208 f) in vedovanza ed 1 m. diviso. - 3.950 appartengono alla religione cattolica romana, 2 alla greco-orientale. La popolazione indigena ascende a 4.084 (2.038 m. 2.046 f), dei quali 172 (151 m. 21 f) sono assenti. - Stato degli animali : 26 cavalli, 1 mulo, 191 asini, 1.041 capi di bestiame bovino, 11.737 pecore, 434 capre, 479 majali e 479 alveari. - Rendita fondiaria: 16.016 fior. 30 car. m. c.)

Arbe (ill. Rab, secondo Tolomeo Scarduna, secondo Porfirogenito Arbum, secondo Plinio Arba), è situata sopra un' altura con muro e con due porte. – 656. Fra le città dalmatoromane è compresa Arbe. - 812. Niceforo Imperatore d'Oriente riconosce Carlo Magno qual Imperatore d'Occidente e gli cede l' isola di Arbe. – 877-79. Arbe paga ai Duchi croati un tributo di 100 ducati oltre il vino ed il grano. – 1018. Ottone Orseolo Doge di Venezia si appella in un suo diploma rilasciato alla città di Arbe, Dux Venetorum et Dalmaticarum, e conviene sul tributo da pagarsi. Lucio dà il contenuto totale di questo contratto (c. 8) secondo il quale Arbe si obligava di contribuire annual

81 mente 10 libbre di seta ed in maucanza di questa 5 libbro d' oro puro (aurum obrizum), lo che dimostra che la coltura dei bachi di seta introdotti nel 558 dalla China a mezzo di alcuni monaci era già molto estesa. – 1071. Al Vescovato di Arbe appartiene anche la parte settentrionale di Pago. – 1111. Colomano Re d' Ungheria concede privilegi alla città di Arbe. – 1143. Arbe è soggetta ai Veneziani. – 1378. È presa da Vittore Pisani, Capitano della flotta veneta. – 1409. Ladislao Re di Ungheria e di Dalmazia vende Arbe ai Veneziani. Amministrazione comunale "). Galzigna Piet. qm. Doimo, Podestà Assessori. Spalatin Cristof. - Dobrilović Stef. Dominis Piet. - Pesel Ant. - Kušar Giov. - Bolković Gasp. Consiglieri. Andrić And. - Baccotta Gius. - Calochira Vinc. - Dominis Gius. - Dominis Pacif. - Galzigna Cristof. - Galzigna Marino. - Galzigna Matt. - Guščić Giov. - Ivanko Giov. - Livić Giov. And. Lupié Ant. - Marčić Matt. - Mikelić Sim. - Nimira, Piet. - Pesel Matt. . - Pičuljan Giov. - Pičuljan Piet.

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Tudoria Cristoforo, Scrittore. Stella Giuseppe, Ispez. forestale. (2 assistenti forestali).

Personale sanitario.
Borri Dr. Filippo, Medico comun.
Do-Grazio Nicolò, Farmacista.
Silió-Pesel Anna, Lovatrice com.

8. Comune politico di Pago.
(Pag.)

(6 Comuni consuario; area: 5 1. [], 1207 jug. 969 tese, case: 1.020 (927 abitate, 93 inabitate) ; abitanti: 5.152 (2.604 m. 2.548 f.), dei quali 5.099 (2.570 m. 2.529 f.) indigeni e 53 (34 m. 19 f.) forestieri. - 2.962 (1.578 in. 1.384 f.) sono colibi, 1.895 (943 m. 952 f.) conjugati, 295 (83 m. 212 f.) in istato vedovile. - 5.149 appartengono alla religiono cattolica romana, 1 alla greco-cattolica, 2 alla greco-orientale. La popolazione indigena ascendo a 5.274 (2.694 m. 2.580 f.),dei quali 175 (124 m. 51 f.) sono assenti. - Stato degli animali: 430 cavalli, 1 mulo, 553 asini, 1.218 capi di bestiame bovino, 26.311 pecore, 1 capra, 281 majali o 726 alveari. - Rendita fondiaria: 21.079 fior. 56 car. m. c.)

Pago. L'isola è dirimpetto alla Licca della Croazia, colla quale forma il così detto Canale della Morlacca {Sinus cariniensis). Gli abitanti vivono dalla coltivaziono delle viti, dal -bestiame, dalla pesca e dalle saline. — Nel 976 Dircislao, figlio di Cresimiro I. Re di Croazia, toglie ai Zaratini l'isola, mettendovi un Zupano croato. — 1018. Ottone Orseolo Doge di Venezia respinge i Croati che vogliono imposessarsi nuovamente dello saline di Pago. — 1071. Cresimiro Pietro ITT. Eo di Croazia s' impadronisco doli' isola e la divide in due parti; la parte settentrionalo appar

tiene al Vescovato di Arbe, 1» meridionale al Vescovato di Nona. — 1115. Pago è presa dai Veneti. — 1174. Sebastiano Ziani Dogo di Venezia dona il castello di Chessa (Pago) a Eogorio figlio di Domenico Mauroceno Conto di Zara. I Zaratini erano padroni della parto meridionale dell' isola soggotta al Vescovo di Nona. — 1192. Perduta l'isola, i Zaratini con 10.000 uomini tentano di riacquistarla e commettono grandi devastazioni. — 1205. I Veneti muniscono il castello di Pago e lo governano in proprio nomo. — 1311. Cacciato il Rettore Veneto, i Zaratini vanno con forte mano di soldati-por riprendere Pago e devastano quell'isola. — 1346. Gli abitanti di Pago fanno la loro dedizione all' Ammiraglio voneto Canali. — 1357. Lodovico Ro d'Ungheria dona ai Zaratini la parto meridionale dell' isola, lasciando la settentrionale agli Arbesani; i Zaratini nel prenderne possesso vi commettono molte uccisioni e devastazioni, per cagiono delle quali Lodovico loro la ritoglie. — 1393. I Zaratini sono in possesso dell' isola; gli abitanti di Pago discacciano il Rettore Zaratino ed il Vicario Arcivescovile, creano un proprio Rettoro ed eleggono a Vescovo Stefano Bormoa. I Zaratini sotto il comando di Damiano de Nassi mandano una piccola flottiglia con soldati, i quali prendono la città, la saccheggiano, uccidono molti abitanti e conducono seco a Zara i principali del Cloro con Bormoa e dei cittadini. Tre anni dopo (1396) Sigismondo Duca di Brandeburgo manda il Vescovo di Zagabria, il quale ordina ai Zaratini di metterò in libertà i prigionieri e di abbandonare 1' isola. — 1409. Ladislao Ro d' Ungheria e di Dalmazia vonde 1' isola di Pago ai Veneziani. – Passata in possesso dei Veneti, è confermata città e governata da un Conte Veneto ).

Amministrazione comunale. Zorovich Giampaolo, Podestà.

Assessori. Mirkovi6 de, Nob. Giorg. - Palcich

Giorg. - Dorchich Stef. - Portada Nic.

Consiglieri:

Badurina Ant. - Badurina Sim. Buxa Giac. - Caravanich Mart. Chicchio Nat. - Custich Giorg. Giadruleo Nic. - Grasso Piet. - Marcocchia Giov. - Marcovina Giov. Paro Giorg. - Rumora Gius. - Rumora Matt. - Scunza Ant. - Sissa Tom. Supraka Giov. - Usmiani Giov. - Usniani Gius. - Vidas Giov. - Vidolin Gius. - Zorovich Piet. - Zunich Adamo. - (3 vacanti).

(vacante), Segretario.

Personale sanitario.

Gazzari Dr. Marco, Medico comunale. Marcocchia Giov., Farmacista. Lazzarich Anna, Levatrice comunale.

B. Nel Distretto di BencoVaz.

(3 Comuni politici, 53 Comuni censuarie, v. p. 21).

1. Comune politico di Bencovaz. (Benkovac).

(27 Comuni censuarie; area: 9 l. I, 8.042 jug. 516 tese; case: 1.900 (1.718 abitate, 182 inabitate); abitanti: 11.537 (5.852 m. 5.685 f), dei quali 11.412 (5.769 m. 5.643 f) indigeni e 125 (83 m. 42 f.) forestieri. 6.733 (3.669 m. 3.064 f) sono celibi, 4.151 (2.073 m. 2.078 f) con1) Prospetto cronologico della Storia della Dalmazia

jugati, 650 (108 m. 542 f.) in vedovanza, 3 (2 m. 1 f) divisi. - 6.405 appartengono alla religione cattolica romana, 5.132 alla greco-orientale. La popolazione indigena ascende a 11.559 (5.903 m. 5.656 f), dei quali 147 (134 m. 13 f) sono assenti. Stato degli animali: 2.651 cavalli, 44 muli, 668 asini, 4.914 capi di bestiame bovino, 35.750 pecore, 14.994 capre, 1.005 majali, e 421 alveari. - Rendita fondiaria: 53.538 fior. 27 car. m. c.)

Nel circondario di Bencovaz trovasi il lago di Vrana, nel quale vien esercitata la pesca delle sanguisughe e delle anguille. Presso il lago stesso scorgonsi tuttavia le rovine del Monastero, che colla chiesa e le terre di S. Giorgio Zvonimiro Demetrio, Re della Croazia e Dalmazia, nel 1076 avea donato al Pontefice Gregorio VII. Alessandro III. con Bolla spedita a Gerardo Veronese, Arcivescovo di Spalato, concesse nel 1168 il cenobio e le terre di Vrana (Aurana, Aurozona) ai Cavalieri Templari, sottraendolo alla giurisdizione del Vescovo di Scardona, il quale pretendeva gli fosse soggetto. –. Nel 1205 Bernardo, Arcivescovo di Spalato, col tesoro depositato presso i Templari di Vrana pattuiva coi Gaetani (Gaeta) un soccorso di 10 galere a favore dei Zaratini contro i Veneziani. Nel 1245 Bela IV., venuto in Dalmazia, tenne comizi presso i Templari e sciolse le differenze fra le città rivali. – Nel 1312 Vrana, posseduta dai Templari, dopo la loro soppressione avvenuta nel Concilio sotto Clemente V. (1311) passò ai Cavalieri di Rodi (Gioanniti). -- 1347. lLodovico Re d' Ungheria riposò alcun tempo a Vrana, ridotta a soggezione nell' anno precedente. – 1382. Giovanni Palisna, Priore dei

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