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le prime traccie della sua fondazione; ma da atti manoscritti risulterebbe che nei primordi del secolo IX. sullo scoglio denominato di S. Giorgio presso Perasto esistesse già una Chiesa ed un monastero sotto l' invocazione di quel Santo Martire ed affidati ai Monaci di S. Benedetto. Da altri invece ritiensi, che più tardi que''Religiosi si fossero stabiliti su quello scoglio, dopochè i Monaci di quell'ordine ebbero l'isola di Meleda, ciò che accadde verso l' anno 1150. Ma questa seconda opinione meno regge alle ragioni di critica in confronto della prima. Del resto, comunque siasi, è certo che l' Abazia è antichissima, e che nell'anno 1247 sullo scoglio di San Giorgio esistevano i P.P. Benedettini, perchè da un pubblico istrumento consta che in quell' anno il Vescovo di Cattaro Mons. Adeodato ad istanza del Cenobiarca Benedettino consacrò la Chiesa di S. Giorgio su quello scoglio, sotto il patronato della comunità di Cattaro. Quest'Abazia fu poscia secolarizzata col fatto nell'anno 1458, e gli eletti vennero denominati Commendatari. Coll' Abazia è connessa la Parrocchia, di modo che

l' Abate di S. Giorgio è altresì par

roco di Perasto. Anticamente il patronato spettava, come si disse, alla comunità di Cattaro, per cui nel 1634 sorse una grave lite fra quelli ed i Perastini e fu terminata, dopochè il Senato Veneto con Ducale dei 17 Novembre di quell' anno ne assunse il gnome assume il nome proprio del paese, o terra in cui nacque. Laonde uniformandomi a tale regola, aggiungo il cognome e nome che il rispettivo Padre portava al secolo, ponendoli fra parentesi per non ripetere la voce : al secolo.

diritto, che poi passò alla casa d'Aunel 1797. Dopo il 1634 i Peastini eleggono l'Abate parroco per grazia del Governo preposto, il quale conferma l' eletto (G. B. D.). Santuario della B. V. dello Scarpello. (È celebre nelle Bocche di Cattaro il Santuario della B. V. dello Scarpello, così detto dal sito su cui è fondato ossia dallo scoglio situato in poca distanza da Perasto, che anticamente era una rupe fuori del mare, ed appellavasi col nome di Scarpello. Questa col tempo divenne famosa pella sacra immagine di Nostra Signora dipinta sul cedro, e quivi mirabilmente trasportata da

mano invisibile, come tiene la co

stante tradizione, nell'anno 1452 da Negroponte, e resa poi celebre non solo presso gli abitanti di Perasto e delle Bocche, ma ancora presso gli esteri per le copiose e prodigiose grazie che ricevono. Benchè per tre volte fosse portata nella Chiesa parrocchiale di Perasto in terra ferma, si trovò sempre invisibilmente restituita allo Scarpello. Fu quivi allora eretta una Cappella, e dappoichè fu ampliato il locale, venne costruita la sussistente Chiesa nel 1630, piccola di mole, ma che ha nell'interno le pareti coperte di lamine votive d' argento, e di squisite pitture d'un Coccoglia Perastino, e che esprimono i vaticini dei profeti e delle sibille sulla B. Vergine, nonchè i principali atti della sua vita, e sul magnifico altare di marmo eretto nel 1796 venerasi la prodigiosa immagine. Questa nella prima Domenica di Maggio di cadaun anno si trasporta solennemente a Perasto, dove rimane due mesi, e quivi con essa si fa solenne processione per tutta la città il dì 15 Maggio di cadaun anno in riconoscenza dell'insigne vittoria riportata dai Perastini sui Turchi in quel dì nel 1654 per intercessione della B. Vergine. Nell'ultima Domenica di Giugno, o prima di Luglio si restituisce allo Scoglio. La custodia del Santuario, dotato di fondi, è affidata ad un sacerdote, che ha presso di quello una casa d' abitazione dove in eleganti quadri vengono rappresentati molti naufragi, nonchè vari pericoli di aggressioni marittime, che corsero altrettanti bastimenti mercantili e da guerra nel corso dei due ultimi secoli, e che vennero salvati per intercessione della B. Vergine o almeno allora salvarono la vita i naufragati. (G. B. D.).

P. Carlo da Isola di Malo (Car

bonara Piet.) confess., predicat., custode del Santuario. Fr. Illuminato da S. Giacomo di Veglia (Brunetta Gius.) laico prof. 2. Cappellania di Risano. Giorgi Dn. Biagio, capp. esp. 3. Parrocchia di Costagnizza. Cipollovich Dn. Stef., parr. 4. Parrocchia di Lasiua superiore. Balich Dn. Mich., amminist. 5. Cappellania di Lastua inferiore. Guerini Dn. Giov., capp. esp. snppl. 6. Parrocchia di Teodo. Zotti Dn. Nic., parr. 7. Parrocchia di Lepetane. Tomicich Dn. Marco, amminist.

IV. Decanato di Castelnuovo.

(comprende 2 Parrocchie e 3 Cappellamie). 1. Parrocchia di Castelnuovo. Radonicich Dn. Trif., Dr. in S. Teol., amminist., decano. Cappellania di Megline. P. Geremnia da S. Giorgio di Carrara (Maron Piet.) Pres. dell'Ospizio di Castelnuovo, cappell. 2. Cappellania di Porto-Rosc. Radonicich l)n. Trif. (v. s.) suppl.

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(Fino dall' anno 1268 abbiamo da un breve di Clemente IV., che Tommaso Basili, cittadino di Cattaro s'era assunto l' ufficio di procuratore dei M.M. O.O. di sua patria e di tutto quel territorio : da memorie nostrali che la pia Elena di Valois, figlia di Lodovico di Francia e moglie d'un Niemanida, fondò nel 1288 il primo regolare cenobio. Nei primi anni dal XVI. secolo, dovendosi demolire a m0tivo di soprastanti guerre il Tempio di S. Nicolò, situato nel suburbio di Gordicchio e che apparteneva ai M.M. O.O. colla casa attigua loro offerta dal patrizio Drago, questi passarono nel Convento di S. Chiara posseduto in origine dalle Monache Benedettine, indi dalle Clarisse e che fu loro definitivamente consegnato nel 1573 essendo morta in que' giorni l'uca suora di quest' Ordine. Francesca Vdova di Trifone Bucchia unì ai locali già esistiti alcune sue case, lasciandole in dono perpetuo ai frati, che nel 1575 presero stabile dimora a S. Chiara. – Ora la parte maggior del Convento è occupata dalla scuol popolare. La Chiesa è distinta per bu

marmi e degno d' osservazione è l'altaro maggiore consacrato a Maria concetta senza macchia dal Cav. Giov. Bolizza e di lui moglie Vincenza Bucchia. La piccola biblioteca del convento fra un migliaio di volumi, tutti di buoni autori e di svariata dottrina, è fornita di belle opere del primo secolo della stampa. ") Mircetta P. Biagio, Guardiano. Tamburini P. Gius., Vicario. Bulfoni Fr. Odorico, laico prof. Perentin Fr. Piet., laico prof., custode del Santuario della B. V. delle Grazie in Otok.

Ospizio di S. Spirito dei FF. M.M. Riformati Francescani in Cattaro. (I moltiplici bisogni spirituali onde in gran parte difettava l'Albania cattolica, diedero l' impulso all'erezione degli ospizi francescani tuttora esistenti nelle Bocche di Cattaro. Il P. Bonaventura da Palazzuolo, Riformato Piemontese, ed il P. Cherubino da Val di Buono, Riformato Veneto, approdarono a Cattaro nell'anno 1633 per recarsi in Albania turca come Missionari Apostolici e conoscendo le difficoltà di poter entrare in quelle terre e la necessità d'aver un luogo prossimo, ove i Missionari si potessero trattenere fino a tanto che le circostanze permettessero l' ingresso in Albania, chiesero di fondarvi una casa. Le loro istanze furono raccomandate dal clero e dagli Ordini claustrali, fiorenti allora e per numero e per coltura ecclesiastica, e con favore accolte dalla Signoria della città e da Antonio Molin, provveditore di Cattaro, dai quali ottennero l'anno 1637 ai 14 Maggio l' Ospizio e la cappella ) P. Donato Fabianich, Storia dei FF. Minori.

di S. Marco per istabile loro dimora. Ma essendo troppo angusta la detta cappella per il grande concorso dei fedeli, nel 1640 furono regalati della Chiesa di S. Spirito, uffiziata dai confrati delle sacre Stimmate, e di un abbondante ospitale che tosto dalle fondamenta venne eretto in completo ospizio. 1) P. Girolamo da Venezia (Scandella Mich.) Presid., confess. e predicat. P. Ottaviano da Montorso (Gonella Giov.), Vice-Presid., confess. e pred. P. Leonardo da Mercagliano (Degennaro Fed.), confess. e predicat. Fr. Vitale da Revine (Chiarel Ant.), laico prof. Fr. Marino da Lorenzago (Mainardi Gius.), laico prof. Ospizio di S. Francesco dei P. P. Cappuccini in Castelnuovo. (L' Ospizio fu fabbricato dalla Serenissima Repubblica Veneta, e venne consegnato ai PP. Cappuccini nell' anno 1688). Azzolini P. Giov. Bened., Presid. Faccincani P. Giov. Grisost., conf. Norbedo Fr. Vinc., laico prof. Campagnola Fr. Lor., ,

Ospizio di S. Antonio dei F. F. M. M. Riformati Francescani in Castelnuovo. (L' attuale Ospizio de' P.P. Minori Francescani Riformati di S. Antonio in Castelnuovo situato nel sobborgo di detta Città in contrada di Topla, venne dalle fondamenta eretto nell' anno 1690, dietro istanza umiliata all' Eccell. Veneto Senato dal R. P. Roderico da Cittadella, Presidente in quel tempo di un altro Ospizio posto in vicinanza del Forte detto Spa1) P. Donato Fabianich, Storia dei Frati Minori.

gnuolo, Ospizio che venne dai Religiosi abbandonato perchè troppo ad essi angusto, ed ai fedeli della città e dei dintorni, desiderosi di assistere alle sacre funzioni nella Chiesa dei Religiosi, assai incomodo e disastroso. Quest' Ospizio coll' annessavi Chiesa, consacrata nell'anno 1710 dall'Illustrissimo e Reverendissimo Monsignor Francesco Parchich, Vescovo di Cattaro, e dedicata al glorioso Taumaturgo di Padova, vennero fabbricati sovra terreno lasciato in precedenza in dono ai Religiosi da Vincenzo Scura cittadino di Castelnuovo, con elargizioni ed elemosine, a quanto sembra, di pie persone della città e coll'opera degli stessi Religiosi. D'ordinario non abitano in quest'Ospizio (specialmente in questi ultimi tempi) che cinque o sei Religiosi, la metà dei quali essendo Sacerdoti, si occupano nell' assistenza del M. R. Parroco locale, sia nelle sacre funzioni come negli spirituali bisogni della popolazione del luogo). (Ms.) P. Geremia da S. Giorgio di Carrara (Maron Piet.), Presidente e conf. (p. 220). P. Leopoldo da Reggio di Modena (Ferrari Bartol.), confess., predicat., ex Missionario Apost. P. Angelico da Castel Brenzone (Martinelli G. B), confess., predicat., ex Delegato Prov. Fr. Modesto da Castel d'Aviano (De-Chiara Ang.), laico prof. Fr. Serafino da Lastebasse (Dal Soglio Piet.), laico prof. Fr. Gondisalvo da Lamone (Mastel Giov.), laico prof. Ospizio di S. Antonio dei F. F. M. M. Riformati Francescani in Perasto. (Il P. Bonaventura da Palazzuolo, Piemontese, col P. Cherubino di Val

di Buono, Riformato Veneto, chiesero oltrecchè in Cattaro, anche in Perasto ed ottennero l'anno 1637 che vi dimorassero alcuni Religiosi per quattro anni in casa del Sig. Cap. Luca Malotino Markovié, fino a che fu loro assegnato l' Ospizio con Cappella di S. Croce; ma questo rovinato da un terremoto, col mezzo della famiglia Mazzarovich ne fu fabbricato un'altro in luogo diverso dal primo nel 1679 sotto l' iuvocazione di S. Antonio di Padova, del quale il detto Mazzarovich si riservò la proprietà, e lo consegnò sufficientemente ammobigliato. L' Ospizio fu ristaurato per opera dei Religiosi e coll' elemosina dei benefattori negli anni 1846, 1847, 1848. Nella chiesa si venera la miracolosa immagine di Gesù crocefisso, che altra volta decorava la chiesa principale di Perasto). (Ms.) P. Emidio da Cattrano (Vidale Giov. Maria), Presidente, confess., Delegato Prov., cooperat. della chiesa parr, maestro-dirig. della scuola popolare maschile. P. Vito da Carife (Carsilo Giov), cpfess. Fr. Vincenzo da Montecchio magg.

(Golin Piet.), laico prof.

Fr. Simpliciano da Recoaro (Chicchelero Giov.), laico prof.

Ospizio di S. Nicolò dei F. F M. M. Riformati Francescani in Perzagno.

(Il Comune di Perzagno, vedendo il bene che si operava dai Religiosi Francescani Riformati della Provincia Veneta in Cattaro, Perasto, Castelnuovo, s' invogliò d' averli. Dopo vàrie istanze ottenne che la Serenissima Repubblica Veneta obbligasse il M. R. P. Provinciale dei Riformati di mandare dei Religiosi anche in quest

Comune, come fece, e furono introdotti il dì 22 Luglio 1739 nell' Ospizio e Chiesa dedicata a S. Nicolò, impartendo l' istruzione italiana nella scuola elementare). (Ms.). P. Venanzio da S. Tomio (Marchiori Piet.), Presid., confess., maestro-dirig. della scuola popol. masch. P. Emiliano da Bologna (Tamburini Luigi), confess., predicat. P. Gaetano da Arzignano (Francesconi Ang.), confess. Fr. Marcellino da Castel d' Arzignano (Meneguzzo Ang), laico prof. Fr. Bonifacio da Zevio (Carletti Franc.), laico prof. Fr. Rogerio da Ciano (Buso Ant.), laico prof.

Provicariato Vescovile di Arbe.

dipendente dalla Diocesi di Veglia in Istria

(già Sede Vescovile. Il principio del Vescovado di Arbe è antichissimo e probabilmente rimonta all' epoca Apostolica. Non si conoscono i nomi dei primi Vescovi e da una memoria dell' anno 530 e 532 si ha soltanto che Tiziano Vescovo di Arbe intervenne e sottoscrisse ad ambi i Concili Provinciali Salonitani convocati da Onorio III. – In seguito la molta antichità ci tolse i nomi di altri Vescovi sino al X. secolo, dalla qual epoca sino al trentesimo anno del presente secolo, Arbe, secondo il catalogo più esatto perchè redatto colla scorta delle memorie esistenti in pubblici istrumenti, bolle, privilegi ecc. noverava 60 Vescovi, parecchi de'quali veramente insigni per pietà, dottrina, zelo ed opere. – La Diocesi di Arbe era costituita dell' isola di questo nome e di due villaggi sull'isola di Pago, cioè Loni e, Novaglia. In qualche e

poca antica essa estendeva la sua giurisdizione anche su qualche posizione della Croazia e delle isole Flanatiche. Conservossi sempre illustre ed adorna di colto e numeroso clero fino all' anno 1830, in cui in vigore della Bolla 30 Giugno 1828 di Leone XII. “Locum Beati Petri, venne soppressa, assoggettata ed incorporata alla Diocesi di Veglia, da cui ebbe in allora un semplice parroco provvisorio con due cooperatori. Nel 1849 al parroco venne conferito il titolo di Arciprete, furono istituiti tre mansionari e cooperatori e nel 1862 l'Arciprete fu decorato dell'uso de'Pontificali, quasi a compenso - veramente molto tenue - della grave dimissione della Chiesa da Cattedrale a nuda Parrocchia. E poichè secondo la preaccennata Bolla doveasi in Arbe costituire un Provicariato Generale per i bisogni spirituali del Distretto, con facoltà speciali particolarmente in oggetti matrimoniali, fu data esecuzione a tale Pontificia disposizione colla destinazione in Arbe di un Provicariato Vescovile, avente a distretto la vecchia Diocesi Arbense (G. G.). – Il Provicariato di Arbe comprende 5 Parrocchie e 4 Cappellanie curate; novera al presente 1 Parroco-Arciprete mitrato (Provicario Vescovile), 2 Parrocchi, 2 Amministratori parrocchiali, 3 Mansionari o Cooperatori e 4 Curati. Due Cooperature parrocchiali sono vacanti. – Nel suo circondario sussistono 3 Conventi, uno dei F.F. M.M. 0.0. Francescani della Provincia di S. Girolamo, uno delle R.R. M.M. Benedettine, ed uno delle M.M. Francescane del III Ordine.

1. Parrocchia Arcipretale di Arbe. (L' ex-Cattedrale dedicata alla B. Vergine Assunta è di bellissima co

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