Le rime scelte di Torquato Tasso

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N. Bettoni, 1828 - 232 Seiten
 

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Beliebte Passagen

Seite 176 - Padre, o buon padre, che dal ciel rimiri, Egro e morto ti piansi, e ben tu il sai; E gemendo scaldai La tomba e il letto: or che...
Seite 39 - Pera il mondo e rovini; a me non cale, se non di quel, che più piace e diletta, che, se terra sarò, terra ancor...
Seite 175 - ... io celato sia da quella cruda e cieca dèa, ch'è cieca e pur mi vede, ben ch' io da lei m'appiatti in monte o 'n valle,. e per solingo calle notturno io mova e sconosciuto il piede ; e mi saetta sì che ne' miei mali mostra tanti occhi aver quanti ella ha strali.
Seite 6 - Colei che sovra ogni altra amo ed onoro fiori coglier vid'io su questa riva; ma non tanti la man cogliea di loro quanti fra l'erbe il bianco pie n'apriva.
Seite 176 - n dura povertà crebbi in quei sì mesti errori ; intempestivo senso ebbi a gli affanni : ch'anzi stagion, matura l'acerbità de' casi e de' dolori in me rendè l'acerbità de gli anni.
Seite 5 - ... l'ali non mostrò già, ma quasi eletta sembrò per darle al mio leggiadro stile. Miracol novo! ella a' miei versi ed io circondava al suo nome altere piume; e l'un per l'altro andò volando a prova.
Seite 14 - Quando avran queste luci e queste chiome perduto l'oro e le faville ardenti, e l'arme de' begli occhi or sì pungenti saran dal tempo rintuzzate e dome, fresche vedrai le piaghe mie, né, come in te le fiamme, in me gli ardori spenti; e rinovando gli amorosi accenti alzerò questa voce al tuo bel nome. E...
Seite 69 - Siccb'alla stella dell'Àmor somiglia, Che, quando il ciel s'imbruna, Si mostra in Occidente, Poi sorge innanzi l'Alba aurea e vermiglia, E dalle liete ciglia Dolci rugiade versa, Onde i fioretti e l'erbe Si fan vaghe e superbe, E par la terra di diamante aspersa : ^4 RIME \MOROSE A te le luci mie Volgo, o stella, che serri ed apri il die.
Seite 85 - De' tuoi secreti adorni, Che dolci e lieti giorni Vi spenderei con tuo diletto e lode! Che vaghe notti e quete, Mille amari pensier tuffando in Lete! Ogni tua scorza molle Avrebbe inciso il nome Delle nuore d'Alcide e delle figlio; Risuonerebbe il colle Del canto, delle chiome E delle guancie candide e vermiglie.
Seite 14 - Vedrò da gli anni in mia vendetta ancora Far di queste bellezze alte rapine, Vedrò starsi negletto e bianco il crine Che la natura e l'arte increspa e dora; E su le rose, ond...

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